Il gatto ha la coda rotta: come accorgersene ed aiutarlo

0
1687

Per i gatti la coda è una cosa seria! Con la coda mantengono l‘assetto durante la corsa, riequilibrano il baricentro in caso di salti o cadute, si avvolgono per tenersi caldi nelle fredde mattine d’inverno… e con la coda parlano, tra loro e con noi. Muovendola in su, in giù, a scatti piccoli e veloci o accarezzandoci le gambe, con la coda i gatti sanno esprimere una estesa gamma di emozioni e di necessità.

In caso di ferite o lesioni gravi, è opportuno fare molta attenzione e non trascurare alcuna dettaglio. Nella coda ci sono vasi sanguigni e terminazioni nervose, che possono rendere una frattura un serio problema di salute.

Come fa un gatto a rompersi la coda?

I gatti sono animali spericolati e molto fisici. Chiunque viva con un gatto ha sperimentato l’ansia di vederlo camminare in bilico su una balaustra o spiccare salti ai limiti del soprannaturale. E probabilmente parte del fascino magico di questi felini risiede proprio nelle loro incredibili capacità. Purtroppo, però, nonostante l’aura di divinità che li accompagna fin dall’antichità, anche i gatti, come noi, non sono perfetti.

Una zampa messa in fallo durante una scalata, un errore di misura durante un salto o una porta chiusa proprio mentre il micio sta passando sono alcuni dei possibili eventi che possono danneggiare la coda di un gatto. Per i gatti che hanno accesso all’esterno, anche l’incontro poco amichevole con un cane, la caduta di qualche oggetto pesante o il passaggio di un’auto sono tra i papabili indiziati per un evento traumatico.

Il gatto ha la coda rotta? Segni e sintomi

Il sospetto che la coda del gatto possa essere rotta può venire se il micio mostra evidente sofferenza, poca mobilità ed irritabilità. Un gatto che solitamente si dimostri socievole e affettuoso e all’improvviso non ci conceda di accarezzargli la coda è un gatto che di sicuro ha subito un forte trauma.

La presenza di ferite, lacerazioni, escoriazioni o sanguinamenti lungo la zona caudale deve allo stesso tempo farci pensare che qualcosa sia accaduto, così come una postura insolita e indolente. Una frattura alla parte terminale della coda potrebbe manifestarsi con uno strano piegamento dell’estremità, mentre danni alla porzione basale possono più facilmente causarne l‘immobilità. Questi tipi di traumi, per l’anatomia specifica della coda, possono risultare particolarmente pericolosi.

Anche l’improvvisa insorgenza di diarrea o perdite urinarie possono metterci in allerta, perché possibili segni di un coinvolgimento neurologico. E’ chiaro che non è necessario allarmarsi alla prima pipì trovata a terra, ma nel caso in cui questo segno sia associato ad altri sintomi compatibili o ad un evento a cui abbiamo personalmente assistito, la cosa va di certo presa in considerazione.

La punta della coda del gatto è fratturata: cosa fare?

Indipendentemente da dove sia localizzato il trauma, in caso di gravi lesioni (certe o sospette) a carico della coda, occorre recarsi al più presto dal veterinario. Una frattura che coinvolga la parte terminale della coda può essere un evento dalle conseguenze tutto sommato leggere. Probabilmente il veterinario si limiterà a immobilizzare il tratto finale della coda con una stecca e somministrerà antibiotici e disinfettanti localizzati per prevenire eventuali infezioni secondarie.

Se il danno dovesse essere troppo esteso, non recuperabile oppure se ha generato come conseguenza la cancrena dei tessuti, allora potrebbe essere necessaria l‘amputazione.

La coda del gatto si è rotta alla base. E’ più grave?

Purtroppo, la risposta è si. O meglio, potrebbe esserlo. La coda dei gatti è attraversata da un gran numero di terminazioni nervose e vasi sanguigni. Nella sua porzione basale, è collegata ai nervi che controllano gli sfinteri anali, della vescica e dell’uretra. Un coinvolgimento di questa parte del tessuto nervoso può purtroppo significare una irrimediabile incontinenza fecale ed urinaria.

Inoltre, in seguito allo schiacciamento o la frattura scomposta delle vertebre della coda, i nervi alla base di essa possono subire lesioni che hanno la probabile conseguenza di provocarne la paralisi. La coda si manifesterà immobile, distesa e non risponderà agli stimoli. Solo una valutazione attenta del veterinario potrà definire il quadro clinico e le possibilità di intervento. In caso si osservino sintomi come quelli descritti, non c’è tempo da perdere e bisogna andare immediatamente in un centro specializzato.

Il veterinario ha deciso di amputare la coda. Cosa succederà?

Nel caso in cui sia necessaria l’amputazione dell’estremità danneggiata, non occorre lasciarsi sopraffare dall’emotività. Per fortuna il gatto vive con noi, al sicuro, in una casa dove non gli manca nulla e quindi non soffrirà per la mancanza di uno strumento di caccia che in natura avrebbe invece fatto la differenza.

Dopo un periodo iniziale di convalescenza, il gatto prenderà pian piano confidenza con il nuovo assetto corporeo e ritroverà un equilibrio naturale anche senza la sua appendice di bilanciamento.

Bisogna invece essere attenti, durante questa fase, agli aspetti igienici e sanitari. Il veterinario ci indicherà come somministrare correttamente antiinfiammatori e antibiotici e dovremo fare in modo che non riesca a leccare o riaprire la ferita.

Dopo circa dieci giorni dall’operazione, se tutto è andato per il verso giusto, si potrà già procedere ad eliminare i punti e lasciare il gatto libero di riprendere la sua vita di sempre.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here