Come capire il linguaggio dei gatti

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I gatti utilizzano un enorme e difficile  insieme di linguaggi del corpo e vocali per interagire tra di loro, con noi e per esprimere un’enorme varietà di emozioni e messaggi.

Per riuscire a comprendere molto bene il comportamento dei gatti è sicuramente richiesta una preparazione specifica ed un relativo studio, ci sono molto  segnali che sono abbastanza semplici da interpretare anche senza lauree e testi specializzati.

Scopriamo ora  un pò l’alfabeto impiegato dai nostri amici a quattro zampe elencando alcuni dei comportamenti più noti, ad ogni modo al termine dell’articolo troverete alcuni manuali divulgativi di facile comprensione per chi voglia esplorare più a fondo il mondo del linguaggio dei gatti.

“Impastare” con le zampe anteriori

Si tratta di un comportamento del gatto che avrete visto e probabilmente anche “provato” su di voi: il piccolo arriva,  si mette in grembo e comincia a “fare la pasta” con le zampe, alle volte accade anche semplicemente su maglioni o coperte.

È residuale comportamento infantile che alcuni gatti (ma non tutti) mantengono tutta la vita e rievocando il momento in cui, da cuccioli, stimolavano la produzione del latte dalla mamma.

Farsi le unghie su divani e poltrone

Di questo aspetto ne abbiamo già discusso in altre occasioni, oltre ad essere  un modo per tenere sempre affilati gli artigli, tale prassi serve anche per allenarsi a estrarre e ritrarre, a far notare la sua presenza e soprattutto per lasciare un segno anche odoroso (hanno delle ghiandole sulle zampe) della loro presenza, marchiando quindi il luogo in cui si trovano come loro territorio.

Strofinarsi contro le gambe

Questo comportamento dei gatti è un classico segnale di benvenuto ma anche visto come un momento di “socializzazione” per il felino, che recepisce gli  odori (soprattutto quando si rientra in casa carichi di “profumi” vengono dal mondo esterno) e li mischia con i suoi.

Rotolarsi e mostrare la pancia

E’ un segnale che dimostra grande fiducia nei vostri confronti in quanto espone uno dei suoi punti deboli rimanendo completamente inerme alla vostra mercé.

Soffiare, drizzare il pelo e inarcare la schiena

Anche questo è comportamento molto facile da decifrare, può capitare o in situazioni di stress e paura o durante lotte e confronti e sono tutti  stratagemmi che servono a far sembrare ben più pericoloso il gatto di quanto poi lo sia in realtà.

Il linguaggio della coda

Per la coda si potrebbe scrivere un libro intero, con i suoi vari movimenti può  esprimere una vasta gamma di emozioni e segnali fondamentali nel linguaggio dei gatti:

Stesa, con punta che si muove: Indica un lieve segnale di nervosismo,  vuole essere lasciato in pace.

Dritta, con punta “a virgola”Curiosità, voglia di indagare e scoprire quel che sta accadendo.

Semi distesa e gonfia: Paura per qualcosa di imprevisto.

Dritta e gonfiaPaura oppure intenzione di minacciare e preparazione alla lotta.

Dritta, perpendicolare al corpoSaluto, contentezza, apertura e amicizia.

Dritta, perpendicolare e vibrante: Massimo grado di fiducia e gioia, molto raro vederla.

Attaccata al corpo o fra le gambe: Sottomissione nei confronti di altri gatti o verso varie minacce

Se questi brevi spunti sono riusciti ad attirare il vostro interesse su questo argomento molto vasto ma altrettanto stimolante, qui trovate una lista di manuali che, per un motivo o per l’altro, fra toni molto seri oppure ben divertiti, vi saranno parecchio utili nel cercare di comprendere meglio i vostri felini e goderveli al 100%!

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