Campanellino al gatto? Non è una buona idea!!

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Il collare con il campanellino è un classico nell’iconografia dei gatti, uno stereotipo che si traduce spesso in un’abitudine diffusa. Purtroppo questa scelta è poco adatta alle caratteristiche dei mici. Mettere un campanellino al gatto, attaccato ad un collare, nelle immediate vicinanze di testa ed orecchie, è davvero una pessima idea che rischia di tradursi in seri problemi per il povero e quadrupede. Vediamo perché.

Mettere il campanellino al collare del gatto: perché molti lo fanno?

Essendo una abitudine tanto diffusa, viene spontaneo domandarsi cosa spinga i tutori di tanti gattini a mettere un campanello al collo dei loro adorabili micini. Le risposte sono molto varie:

Desiderio di controllo

Molte persone decidono di mettere il campanellino al gatto per tenerlo sotto controllo. Sono spesso terrorizzati dall’idea di perdere il proprio compagno, specialmente per quei gatti che passano molto tempo fuori casa. L’illusione di un controllo che in realtà non c’è (sentiamo il gatto solo quando è vicino a noi) può essere la molla che spinge alcuni a sottoporre il micino a questo fastidioso supplizio.

Protezione della fauna selvatica

I gatti domestici, proprio come i progenitori selvatici, sono straordinari cacciatori. Una volta venivano accolti nelle mura domestiche proprio per questa loro abilità, in modo da tenere lontani i topi. Oggi questa funzione è pressoché scomparsa, ma i gatti non hanno perso la loro eccezionale capacità venatoria. Proprio per questo, i gatti domestici randagi o lasciati liberi di vagare indisturbati sono la causa della morte (e dell’estinzione!!!) di molti piccoli animali.

Per fortuna oggi sono in molti ad essere consapevoli di quanto i gatti siano potenzialmente pericolosi per l’equilibrio della fauna selvatica e a trovare soluzioni per limitare questo problema. Far indossare un campanello al gatto è uno di questi. Il suono del campanello, infatti, avvisa le prede, che possono dileguarsi prima di finire vittime dei loro letali agguati.

Mai come in questo caso, però, il rimedio è peggio del male e sarebbe davvero il caso di escogitare un sistema differente per raggiungere lo scopo.

Moda e bellezza

Un altro dei motivi che portano in molti casi ad affibbiare al gatto il supplizio di un tintinnio costante sotto il mento è il desiderio di vestire il gatto con un tocco di eleganza.

In tante vecchie pellicole o nelle scene più famose di molti film di animazione, i gatti sono raffigurati come fieri e trionfanti portatori sani di tintinnosità. Incedono sicuri con il loro sonaglino al collo, quasi compiacendosi della raffinatezza del suono prodotto.

Purtroppo, la vita non è un film e anche per quanto riguarda l’opportunità di mettere un campanello al gatto, sarebbe decisamente meglio evitare. Esistono tanti altri orpelli e accessori di tendenza che saranno sicuramente più adatti alla sua salute.

Perché fa male mettere il campanello al collo del gatto?

Problemi di udito

Per individuare come mai mettere il campanello al gatto non è davvero una buona idea, osserviamo da vicino come è fatto un gatto. In quanto perfetto predatore di boscaglia, l’udito di questi animali è sorprendentemente raffinato. In natura questo senso così acuto gli consente di scorgere la presenza delle prede nel fitto sottobosco e tendere così agguati perfetti.

Anche se non più dedito alla caccia, il nostro micio di casa conserva l’udito dei suoi parenti selvatici: un tintinnio costante e deciso nei pressi delle orecchie potrà, a lungo andare, causargli non pochi problemi.

Immaginate di vivere tutta la vita indossando le cuffiette, ascoltando musica metal ad ogni ora del giorno e della notte. Presto o tardi l’udito ne subirà le conseguenze. I recettori uditivi, infatti, si adattano all’ambiente riducendo la propria sensibilità in relazione all’intensità del rumore percepito. Per preservare il cervello da stimoli troppo intensi, le orecchie riducono la propria capacità di percezione. E una volta perduta, non è più possibile recuperarla.

Problemi psicologici

Vivendo costantemente con il suono del campanello nelle orecchie, che risuona ad ogni minimo movimento, il gatto potrebbe stressarsi. Il nervosismo potrebbe diventare cronico e potrebbe iniziare a sviluppare segni evidenti di squilibrio. Comportamenti stereotipati, indolenza, depressione e apatia sono i risvolti più diffusi di questo problema.

Il desiderio di rimuovere il collare, per non sentire più il fastidioso suono, potrebbero spingere il gatto anche a ferirsi. Grattando con decisione il collo in prossimità del campanello, possono presentarsi lacerazioni e ferite, con il rischio non remoto di una successiva infezione. Vale la pena rischiare la salute del micio per un vezzo estetico?

Esposizione ai predatori

Anche se tendiamo a dimenticarlo, la natura continua a fare il proprio corso incurante della nostra volontà. E anche nell’ambiente che ci è familiare e che siamo abituati a considerare sicuro, continua a seguire le sue leggi, che a noi possono spesso apparire spietate.

Così, mentre noi giustamente ci preoccupiamo di annullare la silenziosità del gatto, per preservare le sue piccole, possibili prede, lo esponiamo al contempo all’attacco di possibili predatori. Volpi e lupi (per chi abita lontano dalla città) ma anche cani randagi o re-inselvatichiti possono facilmente aggredire i gatti, con conseguenze davvero disastrose.

In conclusione

Concludendo, qualunque sia la ragione per la quale stiamo pensando di comprare un campanello al gatto, è meglio evitare e trovare un’altra soluzione. Una targhetta con nome, cognome e numero di telefono del tutore potrà mettere ugualmente al sicuro il micio da un inavvertito smarrimento.

Per mettere al sicuro gli animali selvatici assicuriamoci di nutrire il gatto a sufficienza e di stimolarlo il più possibile a giocare, simulando la caccia ad oggetti inanimati. L’ideale sarebbe limitarne le uscite: il gatto domestico dovrebbe rimanere in casa, proprio per preservare uccelli e piccoli rettili selvatici.

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