Fare l’aerosol al gatto? Ecco come

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Anche se potrebbe suonare curioso, fare l’aerosol al gatto è una esigenza più diffusa di quanto non si possa immaginare. L’aspirazione di fumi caldi, arricchiti in alcuni casi da farmaci specifici, è una terapia di sostegno che può essere molto utile. D’altra parte, se è efficace per il benessere delle nostre vie respiratorie, può esserlo altrettanto per quelle dei nostri piccoli micetti raffreddati. A patto, ovviamente, che venga eseguito nella maniera più adeguata e con la giusta tecnica.

Se vuoi scoprire come fare l’aerosol al gatto senza stressarlo ed essendo certo che il trattamento sia efficace, vai avanti con la lettura e scopri tutti i nostri consigli.

Aerosol al gatto: quando serve?

Le occasioni nelle quali è utile sottoporre il gatto ad una cura con aerosol sono varie e tutte ovviamente legate a problemi respiratori.

Le infezioni delle vie respiratorie, infatti, sono molto comuni nei gatti come lo sono per noi e in alcuni casi richiedono una terapia di supporto.

Le cause che possono indurre uno stato di irritazione e infiammazione delle vie respiratorie dei gatti possono dipendere da:

Infezioni batteriche

In questo caso il principale candidato è la clamidia in particolare il batterio Clamidia psittaci . La sindrome scatenata da questo agente infettivo, detta Clamidiosi, si manifesta come un raffreddore, con starnuti, congiuntivite, abbondanti secrezioni mucose dal naso e dagli occhi, tosse. In alcuni casi la manifestazione clinica può aggravarsi e interessare più gravemente le vie aeree con lo sviluppo di tracheiti, bronchiti o polmoniti. L’aerosol in questi casi può servire a somministrare farmaci antibiotici, utili a combattere direttamente l’agente infettivo.

Infezioni virali

In alcuni casi l’agente infettivo che causa problemi al sistema respiratorio del gatto non è un batterio, ma un virus. I possibili responsabili delle infezioni di questo tipo sono due:

  • Herpesvirus
  • Calicivirus

Herpesvirus è responsabile della Rino-tracheite infettiva, una malattia che nei gatti adulti e giovani in genere si risolve da sola in poche settimane ma che può essere grave nei soggetti anziani, nei cuccioli o in gatti dalle difese immunitarie deboli. Non esiste un farmaco per la Rino-tracheite, ma l’aerosol può fare comunque molto bene perché consente di: ammorbidire le secrezioni, facilitandone l’espulsione con la tosse; somministrare antibiotici per prevenire l’insorgenza di una sovrapposizione batterica, cioè il manifestarsi di una infezione secondaria dovuta a batteri opportunisti, che approfittano del momento di debolezza del sistema immunitario del gatto malato.

Anche per quanto riguardo il Calicivirus il discorso è più o meno lo stesso. I farmaci, quando utilizzati attraverso l’aerosol, non hanno lo scopo di combattere il virus ma di evitare che il gatto possa aggravarsi a causa di batteri più pericolosi.

Asma

Ebbene si, anche i gatti possono soffrire di asma ai bronchi, con le stesse pericolose implicazioni che caratterizzano l’asma nell’uomo.

I sintomi dell’asma vanno dalla tosse cronica all’insufficienza respiratoria grave, per cui la somministrazione di prodotti adeguati può essere decisiva per scongiurare gravi complicazioni di salute.

Talvolta l’asma dipende da un fenomeno allergico. Se i sintomi si manifestano ciclicamente e sempre nello stesso periodo dell’anno, le allergie sono un candidato più che plausibile ad esserne la causa. In casi come questo i rimedi come antiistamminici e cortisone possono essere somministrati efficacemente attraverso l’inalazione di aerosol, che rappresenta il veicolo migliore per questo tipo di composti.

Aerosol al gatto: tutti i vantaggi

Una volta identificati i possibili casi in cui sia utile somministrare farmaci per curare il raffreddore del gatto, andiamo a esaminare come mai l’areosol sia preferibile alla somministrazione orale.

Innanzitutto, la somministrazione locale, cioè direttamente sulla parte del corpo colpita dall’infezione, è più diretta ed efficace. Non dovendo passare per la via sistemica, cioè per il resto del corpo, si possono usare dosaggi superiori senza il rischio di andare ad intossicare organi che non sono collegati allo stato infettivo ma sarebbero comunque sottoposti alla somministrazione del farmaco.

Inoltra, una parte del principio attivo, quando somministrato per via orale, viene metabolizzato dal fegato, cioè trattenuto, lavorato ed espulso, perdendo di efficacia prima di arrivare alla zona da trattare.

Somministrando farmaci attraverso l’aerosol siamo sicuri che il prodotto vada tutto lì dove occorre, massimizzando gli effetti positivi del trattamento.

Come fare l’aerosol al gatto: consigli pratici

Veniamo quindi al sodo, descrivendo i due modi più efficaci per fare l’aerosol al gatto:

Se il gatto è molto tranquillo, magari è un micino piccolo e dal carattere docile, potrete utilizzare lo stesso apparecchio che si utilizza per le persone e, con la mascherina ed un tubo un po’ più lungo, somministrare il prodotto nelle modalità indicate dal veterinario. La cosa che più spaventa i gatti è il rumore: cercate, se riuscite, di procurarvi un apparecchio che sia il meno rumoroso possibile.

Se il gatto invece è uno di quelli vispi, risoluti ed indipendenti che non hanno la minima intenzione di lasciarsi fare l’aerosol in tranquillità, il metodo migliore è quello di usare un trasportino.

Fate entrare il gatto nel trasportino e sigillate le aperture con della pellicola trasparente. Lasciate solo un piccolo spazio aperto, quel tanto che basta per infilare il nebulizzatore. Attivate l’apparecchio e il gioco è fatto.

Rinforzo positivo: prevenire è meglio che curare

Il trasportino funziona molto bene, ma esiste la possibilità che il gatto, una volta scoperto il gioco, non si lasci mettere dentro una seconda volta. La cosa migliore, a nostro avviso, è insegnare al gatto a lasciarsi fare l’aerosol quando ancora non ne ha bisogno. Usando i principi del rinforzo positivo, potrete desensibilizzare facilmente il gattino al rumore della macchina dell’aerosol. Piano piano, potrete abituarlo a lasciarsi fare il trattamento: il processo è semplice ma richiede tempo e pazienza. Per questo andrebbe fatto quando il gatto sta bene, per averlo pronto in caso di necessità. Questa metodologia di approccio alle procedure invasive è utilizzata in tutti gli zoo del mondo e permette ai keeper di occuparsi di animali difficili con cure che altrimenti sarebbero impossibili da somministrare

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