Il rinforzo positivo: l’arte di addestrare il cane (e non solo!)

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Quando si intavola una chiacchierata che riguarda l’addestramento dei cani, molto spesso la conversazione cade sul cosiddetto “metodo gentile”. Questa espressione, che ha ben poco di tecnico e molto più di marketing, sta in genere ad indicare che la metodologia di addestramento usata si basa sul cosiddetto “rinforzo positivo”.

Questa espressione viene speso usata a sproposito e in molti casi anche addestratori talentuosi hanno qualche difficoltà a definire correttamente cosa questo concetto significhi realmente.

In questa sezione andiamo quindi a fare un po’ di teoria e a fare chiarezza sui principi basilari dell’addestramento moderno.

I concetti di Positivo e Negativo in addestramento

Il primo errore commesso da molti di coloro che si avvicinano al mondo dell’addestramento dei cani (o di altri animali) è quello di cadere nella più facile delle trappole: sviluppare nella propria mente il paradigma :

Positivo = Buono VS Negativo = Cattivo.

In realtà, dal punto di vista tecnico, questi due termini non hanno alcuna connotazione qualitativa. Stanno semplicemente ad indicare due modalità di interazione con il cane: la modalità Positiva comporta l’aggiunta di qualcosa all’ambiente, mentre la modalità Negativa comporta la sottrazione di qualcosa all’ambiente.

Come vedremo dopo, in alcuni casi il “metodo gentile” prevede l’adozione di interazioni positive, qualche volta (il meno possibile) di interazioni negative, senza che questo comporti mai alcun tipo di forzatura per il nostro cane.

I concetti di Rinforzo e Punizione

Anche su questi due concetti, apparentemente più intuitivi, esiste spesso una grande confusione. Iniziamo col dare le giuste definizioni: un rinforzo è una azione che ha, come conseguenza, il fatto che il cane riproporrà più spesso in futuro un comportamento. Quale? Quello che stava facendo nel momento esatto in cui è arrivato il rinforzo.

Allo stesso modo, la punizione è qualsiasi azione che abbia l’effetto opposto, cioè il fatto che il cane riproporrà meno spesso (o mai!) il comportamento che stava eseguendo nel momento in cui è arrivato il rinforzo.

Rinforzo positivo: uniamo i concetti

Considerando quanto descritto nei paragrafi precedenti, basta unire i due concetti per capire che un Rinforzo Positivo è qualcosa che noi inseriamo nell’ambiente o nel contesto in cui si trova il cane e che produce, come effetto, il “rinforzo” di un comportamento, cioè aumenta la probabilità che il cane lo rifaccia in una situazione analoga.

Per chiarire è meglio fare un semplice esempio: Il cane ha fatto la pipì in strada anziché in casa: tirerò uno snack fuori dalla tasca e glie lo darò. Quando? Subito. Immediatamente. Il tempismo è fondamentale nell’addestramento, ma di questo ne parlerò tra poco.

Avendo tirato fuori uno snack che fino a quel momento era nascosto nella mia tasca, la mia interazione è “positiva” (prima non c’era, ora c’è). Molto probabilmente questo aumenterà la probabilità che il cane faccia ancora pipì fuori casa: si tratta di un rinforzo.

Quando va dato il rinforzo?

Questo è un aspetto fondamentale. Ricordiamo che le tecniche che sto descrivendo provengono da studi scientifici sulle teorie dell’apprendimento. I risultati dimostrano che, per essere efficace, il rinforzo deve avvenire DURANTE il comportamento o in una frazione di secondo dopo.

Se non lavoriamo con il giusto tempismo, finiremo con il rinforzare il comportamento sbagliato (Es: il cane fa pipì fuori casa, ma noi siamo distratti. Quando ci accorgiamo che ha fatto pipì sono passati 5 secondi e il cane ha visto un altro cane e ha iniziato ad abbaiare. Noi tiriamo fuori lo snack e glie lo diamo per premiare la pipì fatta nel luogo giusto. Quello che otteniamo è l’aver insegnato al cane che fa bene ad abbaiare agli altri cani!!!)

Cos’è un rinforzo negativo?

I fautori del metodo gentile sottolineano con enfasi la differenza rispetto al “metodo tradizionale” che era basato sul rinforzo negativo. Stando alla definizione data prima, il rinforzo negativo è qualcosa che mi viene tolto mentre compio un’azione e ha come conseguenza il fatto che io la ripeta ancora in futuro.

Come funziona il rinforzo negativo

Perché sia rinforzante, il rinforzo negativo (al contrario del rinforzo positivo) deve prevedere la rimozione di qualcosa di spiacevole. Per capire cosa intendo, vi porterò un esempio da manuale che ognuno di noi ha sperimentato sulla propria pelle: l’allarme che suona se in macchina non mettiamo la cintura di sicurezza è un perfetto esempio di rinforzo negativo.

Il costruttore dell’auto ci addestra ad indossare la cintura facendo partire un suono fastidioso che si interrompe solo quando finalmente ci decidiamo ad infilarla. Quel gesto (infilare la cintura) è l’obiettivo del rinforzo. La rimozione (“negativo”) del suono fastidioso è il modo in cui si concretizza. Nel giro di poche uscite, appena entrati in auto infileremo immediatamente la cintura, senza pensarci. Il rinforzo ha avuto successo!!

Punizione Positiva e Punizione Negativa

Se la punizione positiva (colpire o urlare contro il cane per farlo smettere di fare ciò che sta facendo) è sempre da evitare, a volte la punizione negativa può essere l’unico rimedio per estinguere un comportamento indesiderato.

Punizione negativa: a volte è necessaria!

Un esempio classico è presente in tutti i corsi di educazione cinofila, al capitolo “Ansia da Separazione”. I cani che ne soffrono tendono, al rientro del padrone, ad agitarsi tantissimo in preda ad una incontrollabile felicità. Tutti gli educatori consigliano di non dare attenzione al cane in quella fase ed aspettare che si sia calmato per andarlo a salutare.

Quello che facciamo applicando questo consiglio, è utilizzare, per l’appunto, la punizione negativa. Il comportamento che andiamo a “Punire” (cioè quello che vogliamo far estinguere) è lo stato di agitazione eccessiva del cane. Nel momento in cui lo ignoriamo, gli stiamo togliendo qualcosa che lui desidera fortemente (la nostra attenzione). Visto che si concretizza con la rimozione di qualcosa che l’animale desidera, la punizione è di tipo “negativo”.

Il semaforo dell’addestratore

Per capire quale tipo di interazione è meglio utilizzare, si può fare riferimento al semaforo dell’addestratore:

Rinforzo positivo: Semaforo Verde.

Il rinforzo positivo può e deve essere usato sempre come principale metodo di educazione. Oltre a modellare il comportamento del cane, rinsalda il nostro legame con lui portandoci verso la giusta relazione uomo-cane.

Rinforzo negativo: semaforo rosso.

Non è mai una buona scelta, può portare ad ansia e frustrazione e minare l’autostima del cane. Lasciamolo ai produttori di auto, non è una cosa che fa per noi.

Punizione positiva: semaforo rosso.

C’è poco da aggiungere. Colpire, mortificare, spingere o maltrattare il cane (o qualunque essere vivente) ha solo lati negativi!!

Punizione negativa: semaforo giallo.

Se, come abbiamo descritto in precedenza, può essere utile in alcuni così, andrebbe evitato se possibile, cercando altre strade più efficaci. Ad esempio, piuttosto che punire il comportamento da estinguere, potremmo cercare il modo di rinforzare positivamente il comportamento opposto. In casi estremi, utilizzarlo non è considerato “peccato mortale”

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