Rapporto gatto e bambino

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Gatti e bambini: rapporto possibile?

L’esigenza di far convivere gatti e bambini sotto lo stesso tetto è molto comune in tante famiglie. Talvolta questa necessità genera preoccupazione, in considerazione di caratteristiche giudicate incompatibili tra questi due dolcissimi cuccioli.

I gatti infatti, al contrario dei cani, possono mostrare insofferenza nei confronti del comportamento dei bambini. Questo vuol dire che è impossibile far sbocciare l’amore tra gatti e bambini? Assolutamente no, anzi. Basta sapere come sfruttarne le caratteristiche favorevoli e limitare quelle che lo sono meno.

Il rapporto tra gatto e bambino: il punto di vista del bambino

La maggior parte dei bambini è attratta dagli animali. Quasi sempre un bambino piccolo, alla vista di un affascinante ed elegante felino, è preso dal desiderio di una interazione con lui. Quasi sicuramente sarà eccitato dalla sua presenza e proverà a toccarlo ed avere un contatto. Purtroppo, però, soprattutto i bambini di età inferiore ai 4 anni, possono non essere in grado di dosare e gestire le proprie emozioni, risultando irruenti e spaventosi agli occhi del micio.

Spesso, nel tentativo di abbracciare o accarezzare il gatto, il bimbo finisce col tirargli i peli o la coda oppure gli si aggrappa con le unghie per impedirgli di allontanarsi. Questi comportamenti, frutto della grande emozione provata dal bimbo nel trovarsi alla presenza del gatto e della sua incontrollabile felicità, possono essere interpretati male dal gatto e dare luogo a momenti difficili da gestire. D’altrocanto va tenuto presente che l’indole del bimbo nei confronti del gatto è potenzialmente molto positiva. Da qui bisognerà partire per avviare la giusta impostazione e consentire un rapporto sano ed equilibrato.

Il rapporto tra gatto e bambino: dal punto di vista del gatto

I gatti sono animali generalmente tranquilli, sornioni, che amano la quiete. A differenza del cane, il gatto adulto perde quasi del tutto il temperamento del cucciolo, essendo poco avvezzo al gioco ed alla confusione, preferendo trascorrere le giornate in serenità e in relax. Inoltre, i gatti in natura sono prede, oltre che predatori, pertanto hanno conservato un forte istinto di protezione e difesa personale.

Un bambino che gli si avventi chiassoso contro per giocare e accarezzarlo sarà probabilmente visto come un pericolo e porterà in molti casi alla fuga del gatto. Il risultato sarà la delusione del bimbo, ma difficilmente potrà avere effetti realmente pericolosi. Qualora il gatto non dovesse avere vie di fuga, invece, potrebbe reagire nei confronti del bambino con minacce e anche con una zampata che, seppure frutto di un tentativo di difesa, potrebbe avere effetti poco piacevoli per il nostro bambino. Quindi? Non c’è modo di risolvere la cosa? No, non è così. Il modo di aiutarli a sviluppare un rapporto c’è, bisogna solo avere pazienza e fare le cose giuste.

Sviluppare il rapporto tra gatto e bambino: educare il bimbo ed addestrare il gatto

Se dovessimo avere il timore che il rapporto tra il nostro bambino e i gatti che abitano la nostra casa possa essere difficile e critico, è bene iniziare un paziente processo di educazione che potrà essere di grande aiuto. Il lavoro da fare è rivolto non ad una sola delle due controparti ma ad entrambe. Infatti solo attraverso l’interazione e la collaborazione di gatto e bambino si riusciranno ad ottenere i giusti risultati.

Innanzitutto dovremo educare il bambino a rapportarsi con il gatto in maniera delicata e non irruenta. Per farlo dovremo essere costantemente presenti ad ogni momento di interazione, guidando la mano del bambino e insegnandogli ad essere delicato e docile.

Se il gatto lo consente, potremo accompagnare la mano del bimbo facendogli accarezzare delicatamente il pelo del gatto. Dovremo fare attenzione, le prime volte, a fare in modo che le carezze del bimbo avvengano sulla parte posteriore del corpo, frapponendoci tra la parte anteriore del corpo del gatto ed il nostro bambino. Potrebbe capitare, infatti, che il gatto, non essendo abituato, possa spazientirsi o spaventarsi e di conseguenza girarsi e mordere o graffiare il piccolo. Difficilmente la reazione, qualora ci fosse, sarà spropositata, ma comunque potrebbe quantomeno spaventare molto il bimbo, compromettendo le future interazioni. Frapponendo il nostro corpo tra il bimbo e la testa del gatto, una eventuale reazione sarebbe diretta a noi, salvaguardando integrità e fiducia del bimbo nei confronti del micio.

Col passare del tempo il bambino imparerà ad essere delicato e non avremo più bisogno di intervenire di persona. Per invogliare il gatto ad essere paziente ed accettare le attenzioni del bimbo, dal canto suo, potremmo avviare quella che gli addestratori chiamano “desensibilizzazione”: ogni volta che il bambino interagisce con il micio, è bene premiarlo con qualcosa che lui gradisce molto. Potrebbe essere utile predisporre delle “sessioni” di avvicinamento in cui il gatto è impegnato a consumare una ciotola del suo cibo preferito mentre, contemporaneamente, il bimbo lo accarezza nella parte posteriore. Questo aiuterà il micio ad associare la presenza del bambino ad un momento bello e piacevole, facendogli accettare di buon grado l’interazione con lui.

Se saremo pazienti e costanti, in breve tempo otterremo grandi risultati e avremo impostato le basi per una serena e duratura amicizia.

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