Castrazione del cane maschio: perché e in cosa consiste

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La castrazione del cane maschio è un’operazione a cui si sottopone un cane, indipendentemente dal fatto che abbia raggiunto la pubertà, che va a rimuovere chirurgicamente i testicoli del cane. I testicoli sono l’organo che produce gli spermatozoi, e così facendo si rende sterile il cane, incapace quindi di riprodursi.

In Italia la castrazione del maschio è meno diffusa rispetto a quella della femmina, perché il problema di “piazzare” gli eventuali cagnolini nati è del proprietario della femmina, non di quello del maschio. Tuttavia, ci sono diversi motivi validi per la castrazione maschile, che andiamo a spiegare.

  • Il motivo principale è quello sanitario: la castrazione è un intervento che serve a proteggere il cane dalle patologie legate all’apparato riproduttore, ovvero le patologie prostatiche e quelle testicolari (in particolare i tumori ai due organi). Visto che con la castrazione la prostata si atrofizza e i testicoli vengono tolti, si tratta di una soluzione auspicabile quando non siamo interessati alla riproduzione del cane. Se, poi, il cane ha già un problema (un tumore ai testicoli) la castrazione è praticamente obbligatoria per la sua sopravvivenza.
  • Il secondo motivo è di tipo comportamentale. Il testosterone, prodotto dai testicoli, non fa solo crescere gli spermatozoi ma modifica anche alcuni aspetti del carattere del cane, tendenzialmente rendendolo meno aggressivo. Questo è tanto più vero quanto più il cane è giovane, perché il suo comportamento tenderà a modificarsi, mentre lo farà sempre meno man mano che il cane cresce. Castrare un cane di 7/8 anni non cambierà il suo carattere, che ormai è ben formato nel suo cervello.
  • In terzo luogo, c’è il fattore accoppiamenti: il cane che sente l’odore della femmina tenderà a scappare, potrebbe andare per strada, disobbedire ai comandi del proprietario e questo, chiaramente, porterebbe ad aumentare il rischio di incidenti o simili. Questo è uno dei motivi per cui principalmente i proprietari castrano, ma è importante ricordare che la castrazione non è una panacea: il cane potrebbe scappare comunque, basta che una persona dall’altra parte della strada mangi un panino con la salsiccia e lui sente l’odore. Il motivo principale della castrazione dovrebbe essere sempre quello sanitario.

Viceversa, chi non è d’accordo con la castrazione tende a portare argomentazioni come “ma il cane starà male dopo, senza potersi accoppiare?”: sono motivazioni umane, ma certo non canine. Il cane si accoppia (come noi, del resto…) perché spinto dai propri ormoni, è un meccanismo per la sopravvivenza della specie. Se non ha gli ormoni sessuali, semplicemente perderà interesse verso le femmine, ma avrà comunque interesse verso tutto il resto… insomma, rimarrà il cane che abbiamo sempre conosciuto, a parte che non correrà dietro alle femmine in calore.

L’intervento di castrazione

L’intervento di castrazione prende il nome di orchiectomia, è un intervento chirurgico a tutti gli effetti (richiede quindi l’anestesia) ed è molto semplice, perché il chirurgo entra solo nella sacca scrotale, non in addome o più in profondità nell’organismo.

Il chirurgo incide lo scroto (a diverse profondità in base alla tecnica utilizzata, ma non ci sono differenze nel risultato finale) e rimuove i testicoli, dopo aver legato i dotti deferenti e i vasi sanguigni che comunicano con il testicolo, per evitare infezioni e perdite di sangue. Quindi si taglia a valle della legatura e si rimuovono i due testicoli.

La sacca scrotale viene poi chiusa con dei punti di sutura, e si aspetta il risveglio del cane dall’anestesia.

Trattandosi di un’operazione tutto sommato semplice, il post-operatorio è molto veloce, perché nel giro di una settimana il cane tornerà ad essere quello di prima.

All’inizio, dopo l’intervento, non camminerà bene per gli effetti dell’anestesia; inoltre, per evitare complicazioni da batteri che potrebbero essere entrati nell’organismo durante l’intervento, bisognerà somministrare antibiotico per una settimana.

Per favorire la guarigione della ferita basta che il cane possa stare tranquillo e in un posto pulito; in alcuni casi, per evitare che si lecchi, ci può essere necessità del collare elisabettiano, che comunque dopo pochi giorni verrà tolto perché la ferita a quel punto sarà nuovamente chiusa.

La castrazione chimica

Anche se in medicina umana è vista come una cosa terribile, in realtà la castrazione chimica esiste, e si basa sul rendere infertile il cane non con l’aiuto dell’operazione chirurgica ma con il supporto di medicinali.

Il problema principale di questo tipo di intervento è che è a tempo, ovvero dopo un po’ di tempo dall’iniezione del farmaco, che inibisce la produzione di testosterone (e quindi di spermatozoi, che a loro volta dipendono dal testosterone) il cane torna nuovamente fertile, perché inizia nuovamente a produrre il testosterone.

Inoltre, per un mese dall’iniezione non vengono prodotti nuovi spermatozoi ma permangono quelli già prodotti in passato, e questo significa che in questo periodo il cane è ancora fertile.

I motivi per cui si utilizza poco, praticamente solo in casi particolari (cani non operabili come quelli molto anziani, problemi comportamentali in cui si cerca di abbassare il testosterone) sono quindi il fatto che non è un’operazione definitiva e che è più costosa (soprattutto perché va fatta più volte) dell’intervento chirurgico di castrazione del cane.

Per cui, se la vostra è una situazione “normale” di necessità di castrazione, è caldamente consigliato l’intervento chirurgico, semplice e praticamente privo di rischi.

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