Come leggere le etichette dei croccantini per cane e capire la loro qualità

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Uno degli aspetti della vita del nostro cane più importanti in assoluto è senza dubbio quello alimentare: sappiamo bene, anche riguardo agli umani, che l’alimentazione è alla base della salute e del benessere, e questo vale anche per il nostro amico a quattro zampe..

La forma con cui la maggior parte delle persone nutre il proprio cane è quella dei croccantini, il cibo secco facilmente gestibile e relativamente poco costoso che può accompagnare il cane anche per tutta la vita.

Di mangimi ce ne sono tantissime tipologie (basta entrare in un negozio di animali per rendersene conto) e possiamo immaginare che la qualità di alcuni sia superiore rispetto a quella di altri.

Ma come fare, da proprietari, a capire quali sono i migliori croccantini? La risposta ce la da l’etichetta, che è standard per tutte le confezioni grazie ad una normativa europea.

In questo articolo quindi imparerai a leggere un’etichetta del mangime per cani, e capirai come stabilire se il mangime che prendi in considerazione per il tuo cane sia di qualità oppure no.

Le informazioni preliminari

Le prime informazioni che devi controllare sono scritte generalmente sulla parte anteriore della confezione, e sono essenzialmente di due tipi:

  • Se si tratta di un mangime completo o complementare:
  • Se si tratta di un mangime secco, umido o semiumido.

La seconda suddivisione si intuisce facilmente (i mangimi umidi sono in scatolette, i secchi sono conservati nei “sacchi”) e confondersi è praticamente impossibile. Ricordiamo che il mangime secco ha massimo il 14% di acqua, il semiumido da 14% a 34%, l’umido più del 34%.

La distinzione tra completo e complementare ci dice se quel mangime è in grado di soddisfare tutti i fabbisogni del cane o se non lo è. Generalmente compri dei mangimi completi, perché i complementari sono costituiti da un solo ingrediente (di solito pasta o riso, a cui va aggiunta la parte della carne).

La tabella nutrizionale

La tabella nutrizionale è la parte in assoluto più importante per capire la qualità del mangime. È composta da quattro voci diverse, che sono la quantità di Proteine, Grassi, Fibra e Ceneri. Tutte le voci sono seguite dal suffisso “grezze”, che fa riferimento ai metodi di valutazione che fa l’azienda mangimistica (per gli animali si usa il valore grezzo, a differenza delle persone, perché ci sono tante specie di animali che fanno riferimento ad una sola legge).

Detto questo, vediamo che cosa dobbiamo controllare:

  • Proteine grezze: devono essere almeno il 20%, il minimo essenziale per un cane adulto è il 18%. Per i cuccioli in crescita invece il minimo è il 27%. Da questo punto di vista, più proteine ci sono meglio è, ovviamente sempre che gli altri componenti siano bilanciati. Inoltre ricordiamo che i cani che fanno attività sportiva e le femmine in allattamento hanno un fabbisogno minimo, come i cuccioli, del 27%, ma al di là di questi valori è meglio non esagerare: le proteine, infatti, se il cane non ne ha bisogno (perché si muove poco) non vengono assorbite dall’intestino (e quindi vanno perse), ma soprattutto nel cane anziano possono dare problemi ai reni, che possono ostruirsi se sono troppe. Per cui, fino al 30% di proteine delle crocchette vanno bene, ma superare questa soglia potrebbe essere pericoloso, a lungo termine e in particolare se il cane non consuma molto.

Conta anche la fonte delle proteine: leggendo tra gli ingredienti contenuti del mangime possiamo scoprire che la carne (pollo, salmone, bovino ecc.) può essere di tre tipi: fresca, disidratata o farina. Quella disidratata è la migliore, seguita da quella fresca e dalla farina. La migliore non è quella fresca perché, contenendo acqua che se ne va in cottura, perde alcune delle sue capacità nutrizionali.

  • Grassi grezzi: un cane necessita un quantitativo di grassi che va dal 10% al 20%, e per i cuccioli bisognerebbe stare sopra al 17%. Anche in questo caso, non vale la regola del “più è meglio”: bisogna dare più grassi ai cani più attivi, meno a quelli meno attivi. Un cane sportivo avrà bisogno del 20% di grassi, mentre per un cane che fa attività fisica normale un 15% basta e avanza; esagerare con i grassi nel lungo periodo porta all’obesità, che deve essere evitata.
  • Fibra grezza: la dose raccomandata per un corretto movimento intestinale va dal 2,5% al 5%, e anche in questo caso il quantitativo migliore dipende dal cane, a seconda dello stato delle sue feci. Consiglio però di evitare i mangimi che scendono sotto il 2,5% di fibra, perché portano a problemi di costipazione; questo a meno che il cane abbia accesso all’erba fresca, in un prato, e allora assumerà da solo la fibra necessaria.
  • Ceneri grezze: sono i sali minerali, e il nome “ceneri” deriva al solito dal metodo di analisi del laboratorio che valuta il mangime. Essenzialmente le ceneri derivano dalle ossa animali, quindi la linea generale è che “meno ce ne sono, meglio è”, perché non ne servono tantissime. La percentuale ideale è intorno al 7%, mentre sotto al 5% sono poche. Ma non preoccuparti, perché troverai sempre mangimi che ne hanno di più; un mangime con tante ceneri è di bassa qualità, perché chi lo produce cerca di inserire ingredienti a costo zero per fare peso. Meglio scegliere mangimi quanto più vicini al 7% per questo valore.

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