Cani disabili: la mia vita con un diversamente cane

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Cosa si prova a vivere con un cane disabile?

Questa forte testimonianza narra la storia della padrona di Kovu e del suo cagnolino, un meticcio setter inglese-lupo, che adesso ha due anni.
Il cucciolo è il risultato di una gravidanza problematica, che ha lasciato dei grossi segni nella sua vita.
Secondo il referto medico, Kovu è affetto da “patologia malformativa caratterizzata da idranencefalia” cioè gli manca in massima parte il cervello. Ha anche un altro problema, è affetto da “displasia delle anche, con difficoltà motoria”.
Quando la sua padrona ha adottato Kovu, i neurologi avevano detto che il cane non avrebbe potuto avere una vita normale: gli sarebbe mancata la memoria, la possibilità di comunicare, di vedere, di vivere pienamente.

Ma la sua padrona oggi ci dice il contrario. In questa sua forte testimonianza, ci narra la storia di un cane felice, veramente felice.
Un cane che sta bene nel mondo e che ama vivere, al contrario di quel pietismo che la storia della sua vita potrebbe suggerire.

Kovu, racconta la sua padrone, non vede, ma cerca di orientarsi con gli altri sensi. Anche se qualche volta inciampa, e se non è elegantissimo a camminare, Kovu vuole provare e sperimentare e alla faccia di tutte le previsioni che erano state fatte sul suo futuro, questo è un cane felice. Profondamente felice. La disabilità, ragiona la padrona di Kovu, è una risorsa. Non tutti intendono la disabilità in questo modo, eppure se si ha a che fare con un animale diverso, cieco e con problemi neurologici nel caso di Kovu, si intravede un altro modo di vivere la vita. Kovu ha un suo modo di orientarsi nel mondo, addirittura pur essendo cieco riesce a schivare gli ostacoli, a rapportarsi con cani e persone.
Ha preso quello che di bello c’è nella vita. Una lezione che non dobbiamo dimenticare.

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